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NGT ED INNOVAZIONE PER AIUTARE IL MONDO AGRICOLO - Terra dei Figli Blog
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NGT ED INNOVAZIONE PER AIUTARE IL MONDO AGRICOLO

NGT ED INNOVAZIONE PER AIUTARE IL MONDO AGRICOLO

NGT ED INNOVAZIONE PER AIUTARE IL MONDO AGRICOLO

Non si sono ancora spenti gli echi della protesta dei trattori giunta fino alle porte del parlamento di Bruxelles. La rivolta degli agricoltori ha attraversato mezza Europa ed inevitabilmente è diventata un tema politico sia a livello europeo che nazionale. Mentre si cerca di arrivare ad un compromesso, tornando indietro sulle assurde regole che l’ex commissario Timmermans (meno male per tutti che è tornato in Olanda, dove anche li non pare aver riscosso grande consenso) aveva imposto in nome di una transizione green ideologica e radicale all’agricoltura e al mondo produttivo europeo in generale. Ma lasciando da parte le eurofollie, che insieme a qualche decisione nazionale, come quella tedesca di togliere i sussidi per gli agricoltori ai carburanti, quello che pare più importante è capire come poter tirare fuori il mondo agricolo da una crisi che dura ormai da ben prima delle follie green di Timmermans e della sua maggioranza rosso-verde.

Sicuramente occorre uscire da quella idea che sembra esser stata la via maestra seguita dalla follia ideologica di Timmermans e dei socialisti, di considerare gli agricoltori come i veri nemici da combattere per salvare la natura. Mentre il concetto dovrebbe essere completamente ribaltato, considerando che sono gli agricoltori i primi interessati a preservare la natura, da cui ricavano il proprio sostentamento da generazioni. Il passo da compiere è quello di pensare ad una strategia che possa coniugare il bene primario degli agricoltori e la tutela ambientale. In questo senso un aiuto importante lo può dare l’innovazione e la tecnologia, che anche in campo agricolo in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante. La scorsa settimana nella plenaria di Strasburgo, grazie anche al grande lavoro svolto dal gruppo dei deputati dell’Ecr al parlamento europeo, è passata la legge sulla sperimentazione degli Ngt (nuove tecniche genomiche) o anche consociate in Italia come TEA (tecniche di evoluzione assistita).  Le NGT sono una serie di nuove tecniche che consentono modifiche mirate dell’informazione genetica all’interno delle cellule, applicate prima nel campo della microbiologia, poi in quello della salute umana, degli animali domestici e delle piante.

Con le NGT è possibile modificare anche un solo e specifico nucleotide (o base azotata) dei molti milioni o miliardi che compongono la doppia elica del DNA. Una vera e propria rivoluzione sia per quanto riguarda il miglioramento della resa coltivata e sia per rendere le piante più resistenti a germi e batteri e per la sostenibilità ambientale, permettendo un risparmio di acqua e di uso appunto di fitofarmaci. “Con il voto positivo di oggi in Plenaria sulle Nuove Tecniche Genomiche il futuro sostenibile dell’agricoltura compie uno straordinario passo in avanti e rivela la confusione che regna sovrana in PD e M5S. Ci sono state molte resistenze da parte della sinistra rossa-giallo-verde che ha tentato, per fortuna non riuscendoci, di equiparare le nuove tecniche genomiche agli OGM, pur sapendo che si tratta di tecnologie profondamente diverse. Con le NGT si velocizza il processo di selezione naturale delle specie, senza che vi sia trasferimento di materiale genetico da specie diverse.” ha commentato Nicola Procaccini copresidente del gruppo Ecr in una nota congiunta con Pietro Fiocchi eurodeputato dello stesso gruppo e relatore ombra del provvedimento, subito dopo il voto alla plenaria

“Gli agricoltori potranno utilizzare queste nuove tecniche di selezione per migliorare la produzione, ridurre l’uso di fitofarmaci, rendere le coltivazioni più resistenti ai parassiti e avere quindi meno bisogno di acqua per irrigare. Siamo soddisfatti, perché si tratta di un voto che va nella duplice direzione di aiutare gli agricoltori e proteggere l’ambiente, secondo il principio della neutralità tecnologica”. hanno concluso i due eurodeputati meloniani.Ma questo è solo uno degli esempi di come la tecnologia e l’innovazione potrebbero essere una soluzione ai tanti problemi di cui soffre il mondo agricolo da decenni. La scienza e le innovazioni tecnologiche sono gli strumenti più efficaci che gli imprenditori agricoli hanno a disposizione.  Tecnologie come l’internet of things (IoT) e l’intelligenza artificiale (AI) possono fare la differenza e contribuire a un’ulteriore evoluzione di questo settore, trainandolo verso l’agrifood 4.0. L’organizzazione si sta rivoluzionando e le nuove tecnologie diventano abilitatori di nuove sinergie nell’Agrifood. Le opportunità per le imprese sono molte: la possibilità di raccogliere informazioni e dati aggiornati, un controllo delle merci in tempo reale, la sincronizzazione temporale tra la produzione e la vendita, oltre a rendere più efficiente la gestione della supply chain in un ecosistema più sostenibile e consapevole. I dati, da questo punto di vista, cominciano ad essere incoraggianti anche nel nostro paese.

Secondo i dati della ricerca condotta dall’Osservatorio Smart AgriFood, in un contesto in cui il mercato globale dell’Agricoltura 4.0 ha continuato a crescere a un ritmo superiore al 10% (con una proiezione di raggiungere un valore di circa 30 miliardi di euro entro il 2027), anche l’Italia ha fatto la sua parte: nel 2022, il valore del mercato dell’Agricoltura 4.0 nel nostro Paese ha infatti raggiunto un valore di 2,1 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 31% rispetto all’anno precedente. D’altra parte, è cresciuta anche l’adozione di nuove tecniche da parte degli agricoltori: oltre il 70% delle aziende intervistate dall’Osservatorio ha infatti dichiarato di utilizzare almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, segnando un significativo aumento rispetto al 2021. Certo, per l’innovazione occorrono gli investimenti ma in questo certamente una grande mano la può dare il Pnrr, che ha destinato per il settore ben 8 miliardi, come annunciato dalla premier italiana, aumentati di tre miliardi dai 5 previsti. 

Vincenzo Caccioppoli